giovedì 26 aprile 2012

Sardegna SI cambia


Con l’associazione Un’Isola abbiamo lavorato tanto per creare opportunità di partecipazione e per riavvicinare i cittadini alle istituzioni. Anche stavolta faremo la nostra parte.
È necessario, oggi, cercare di rigenerare la nostra democrazia con una adesione attiva e responsabile: solo con il contributo di tutti i cittadini sarà possibile far tornare in buona salute le istituzioni democratiche rinvigorendo il rapporto di reciprocità tra cittadini e rappresentanti istituzionali.
Il referendum rappresenta uno straordinario strumento di partecipazione e come tale ritengo doveroso invitare tutti a recarsi alle urne e, consapevolmente, decidere come votare.
In questa specifica tornata referendaria saremo chiamati ad esprimere un parere su dieci quesiti, 4 a carattere abrogativo e 6 a carattere consultivo.
Le prime cinque domande riguardano la cancellazione delle province: quattro sono di tipo abrogativo e si riferiscono alle nuove province nate nel 2005 con una legge regionale. Il quinto quesito è invece consultivo e riguarda le quattro storiche province: Sassari, Cagliari, Nuoro, Oristano, istituite con legge statale.
Il sesto e il settimo quesito, a carattere consultivo, si riferiscono rispettivamente alla riscrittura dello Statuto sardo da parte di un'Assemblea Costituente e all’introduzione delle elezioni primarie per la scelta del presidente della Regione.
L'ottava domanda, sempre di tipo consultivo, fa riferimento alla riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali.
La nona domanda riguarda l'abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli enti strumentali e delle agenzie della Regione, mentre l’ultimo quesito fa riferimento alla riduzione del numero dei consiglieri regionali da 80 a 50. Entrambi i quesiti sono a carattere consultivo.
Io il 6 maggio andrò a votare, e indicherò 10 SÌ! Voterò convintamente Sì per i 4 quesiti abrogativi e altrettanti Sì per gli altri 6 quesiti che, essendo consultivi non avranno un’efficacia immediata, ma rappresentano comunque un monito a che la classe politica intervenga sulle questioni sollecitate.


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